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La Stampa, Cucina e canzone italiane in cattedra all’Onu: Niko Romito e Achille Lauro parlano a mille ragazzi

Cucina e canzone italiane in cattedra all’Onu: Niko Romito e Achille Lauro parlano a mille ragazzi

Fonte: La Stampa
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Sono stati ospiti del Gcmun Talks a New York. Lo chef: «Dobbiamo smettere di pensare alta cucina in opposizione a cibo industriale». Il cantante ha tenuto uno speech sul ruolo della musica come arte che unisce

Musica e cucina italiane per guardare al futuro del pianeta. Per un giorno il Palazzo di vetro a New York sede delle Nazioni Unite, ha visto prevalere la creatività tricolore di due talenti, il cuoco autodidatta abruzzese Niko Romito e il cantante romano Achille Lauro che hanno incontrato più di mille studenti, molti gli italiani, in occasione del «Gcmun Talks», The Arts for Global Citizenship #AGCNewYork23, un format inedito per pensare e praticare insieme ai giovani l’educazione alla cittadinanza globale attraverso i diversi linguaggi dell’arte. Una sede istituzionale che ha emozionato i due insoliti relatori chiamati sul palco per spronare le nuove generazioni verso idee innovative e lo sviluppo dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento nelle scuole del Belpaese, così come previsto dal progetto Imun ideato dall’Ong United Network in collaborazione l’Onu che dal 2016 ha sottoscritto un protocollo d’intesa col Ministero dell’Istruzione.

«L'alta cucina ha la forza per cambiare l'intero sistema e solo l'alta cucina può sostenere della ricerca. Utile non solo per creare dei piatti stellati, ma per cambiare la ristorazione su più ampia scala, portando così l'innovazione a tutti i livelli di ristorazione. Risultati che peraltro possono essere divulgati, democratizzati, resi accessibili ad un pubblico più vasto e molto distante dall'alta ristorazione» ha detto Niko Romito, anima del ristorante, tre stelle Michelin, Reale in Abruzzo. Per il cuoco «l'alta cucina potrà dare un contributo fondamentale e innescare cambiamenti che coinvolgano tutto il sistema, se smettiamo di pensarla - ha sottolineato Romito - come pure spettacolo e iniziamo a vederla come un'avanguardia che permette di guardare più lontano. L'alta cucina potrà servire a tutto il sistema se la creatività che si mette in campo diventa una creatività utile e, mai come oggi, una creatività sostenibile. Dobbiamo smettere di pensare alta cucina in opposizione a cibo industriale, la chiave della sostenibilità, a tutti i livelli, è il dialogo interdisciplinare».

In questa prima edizione dei GCMUN Talks, resa possibile grazie al supporto della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, gli organizzatori Lorenzo Micheli e Riccardo Messina hanno coinvolto lo chef Niko Romito che ha raccontato il suo percorso, mettendo l’accento sull’importanza dello studio e della ricerca, le chiavi dell’innovazione, non solo in cucina, che gli hanno permesso di sviluppare il suo ricco universo di progetti. Lo chef ha spiegato, in particolare, come le sue esperienze e la sua visione lo abbiano portato ad occuparsi di cibo pubblico e della democratizzazione di una cucina buona e sana, uno dei suoi principali interessi per il futuro, insieme all’educazione. Al termine del suo intervento, i ragazzi sono stati coinvolti in due performance di arte collettiva e intelligenza artificiale per creare un’opera proiettata sullo schermo. Di arte in arte, e dopo lezioni-performance tra i banchi di scuola di Milano e Roma sulla scia dell’ultimo singolo Che sarà, Achille Lauro ha tenuto uno speech sul ruolo della musica come arte che unisce e sull’importanza di investire nelle proprie passioni.

«È stato un grande onore per me varcare la soglia del Palazzo di Vetro dell'Onu – le sue parole –, un luogo così importante e simbolico per la pace e le relazioni internazionali e poter parlare di musica come forma d'arte che unisce i popoli Io credo moltissimo nei giovani e so che possono veramente cambiare il mondo; è anche grazie a loro che sono arrivato fino a qui».