La partecipazione ai models induce a conoscere le preoccupazioni e le speranze dei popoli che si trovano nelle diverse regioni del mondo; a comprendere come la vita di tali popoli può essere migliorata grazie all’intervento dell’ONU; ad acquisire capacità e comportamenti che contribuiscono alla cooperazione internazionale. Allo stesso tempo, i delegati apprendono alcune tecniche di relazione interpersonale e perfezionano la capacità di comprendere la globalizzazione.

Dall’altra parte, i delegati prendono contatto con i bisogni, gli obiettivi e le linee di politica estera del Paese che essi rappresentano all’evento. L’apprendimento risulta particolarmente efficace poiché richiede la produzione di documenti originali e soluzioni argomentate. Ciò vuol dire che la storia, la cultura, l’economia, la geografia del Paese rappresentato non sono studiati passivamente: la conoscenza di questi costituisce il punto di partenza per definire politiche credibili sui temi trattati nella simulazione. La cultura straniera viene approfondita dai delegati per immedesimarsi nel ruolo dei diplomatici e coniugare gli interessi dello Stato assegnato con quelli della comunità globale.

La simulazione rappresenta anche un’iniziativa di orientamento, poiché lo studente apprende elementi di diritto e relazioni internazionali e potrebbe maturare – se del caso – un interesse ed una passione che lo spingono a preferire determinati studi universitari in vista di una carriera nelle organizzazioni internazionali.

Da questo punto di vista, assume particolare importanza il mission briefing, previsto nell’ambito della simulazione di New York. Si tratta dell’incontro con gli ambasciatori che effettivamente rappresentano il Paese assegnato in seno all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Tale evento, che ha luogo sotto l’alto patrocinio delle Nazioni Unite, si inserisce strutturalmente e a pieno titolo nella simulazione: tuttavia, le sue modalità variano di anno in anno, anche in base alla disponibilità del personale diplomatico del Paese rappresentato – che, per avventura, potrebbe essere oberato da pressanti impegni istituzionali proprio nei giorni della simulazione. In ogni caso, il contatto diretto col mondo della diplomazia è un momento immancabile ed un aspetto caratterizzante della simulazione.

La preparazione del delegato ha ad oggetto tre elementi: 1) il Paese rappresentato; 2) le questioni che sono all’ordine del giorno nell’agenda della propria commissione; 3) il lavoro svolto dall’ONU sino a quel momento in materia.

Il primo passo richiesto agli studenti consiste nel fare ricerche sul Paese che si rappresenta. Questa parte della preparazione è essenziale per partecipare con consapevolezza ai lavori e per proporre soluzioni credibili. Occorre che i membri della delegazione individuino ed abbiano a portata di mano alcuni documenti di base, contenenti dati e fatti relativi al Paese rappresentato. Tali ricerche sono svolte individualmente da ciascun delegato, seguendo metodologie suggerite dallo staff didattico. Successivamente, i frutti delle ricerche sono condivisi (messi in circolo) tra gli studenti (facenti parte) di una stessa delegazione.

Le conoscenze acquisite ed i materiali raccolti influenzano le scelte del delegato e lo educano a lavorare in un team. In vista della simulazione, ai delegati viene richiesto di effettuare ricerche sui temi che saranno trattati nei lavori del committee al quale sono stati assegnati. Inoltre, per rendere più regolare e spedito l’andamento dei lavori, i delegati, sotto la guida dello staff didattico, si esercitano nell’applicazione delle regole di procedura della simulazione, che ricalcano assai da vicino quelle realmente applicate dagli organi delle Nazioni Unite (salvo talune marginali semplificazioni).

Il percorso formativo presenta una duplicità di contenuti.

Da una parte, ai partecipanti al model si richiede di comprendere il modo in cui opera la Comunità internazionale quando affronta tematiche quali la pace, la sicurezza, i diritti umani, la lotta alla fame nel mondo, lo sviluppo in commissione. Ad esempio, è sempre utile conoscere: il sistema economico, politico, istituzionale del Paese rappresentato; la struttura sociale, i valori culturali, le priorità interne ed internazionali. In questa fase, il delegato può intuire con anticipo quali sono gli Stati con cui il Paese rappresentato intrattiene i rapporti di maggiore amicizia (e dunque, quali sono i delegati con cui sarà possibile instaurare una più stretta cooperazione nei giorni della simulazione), le implicazioni dell’eventuale appartenenza a qualche gruppo regionale (es: Lega araba; Unione Europea), sotto quali aspetti il proprio Paese considera importante il lavoro delle Nazioni Unite, etc.

Una volta acquisite tali conoscenze di base, ciascun delegato sarà in grado di ricostruire il peculiare punto di vista che un vero ambasciatore del Paese rappresentato esprimerebbe in relazione ai problemi affrontati dalla propria commissione. Una sommaria conoscenza della storia del Paese è indispensabile per acquisire una forma mentis corrispondente agli standard etico-culturali dello Stato rappresentato. La simulazione è anche un gioco di ruolo ed impersonare un ambasciatore straniero implica la comprensione della sensibilità e delle priorità tipiche di una cultura nazionale talvolta assai lontana dai canoni dell’Occidente.

Tutti i progetti realizzati da United Network - Europa costituiscono percorsi di alternanza scuola e soddisfano pienamente le caratteristiche ed i requisiti descritti nelle linee guida emanate dal MIUR.